di Amalia Guglielminetti
Pagine: 102
Euro: 10
Isbn: 979-12-81158-08-5
Osannata e poi dimenticata, Amalia Guglielminetti è forse il più grande rimosso letterario del Novecento italiano. Un’autrice che ha goduto del favore della critica e della stima di molti suoi contemporanei – da D’Annunzio a Graf, da Gozzano a Pitigrilli – ma la cui eredità si è gradualmente affievolita, per rimanere sottotraccia fino a essere ingiustamente dimenticata. Guglielminetti ha pagato un prezzo: quello di essere stata uno spirito libero, anticonformista, non ascrivibile in orizzonti o confini rassicuranti. La sua «colpa» è stata quella di rifiutare un ruolo ancillare che in molti hanno cercato di cucirle addosso, battendosi tenacemente per la sua autonomia e indipendenza, senza mai fare compromessi.
Oltre i pettegolezzi e i giudizi di comodo, di Guglielminetti resta oggi l’irriverenza, il gusto alla provocazione, lo stile asciutto e assolutamente moderno. Una voce rilucente e autentica il cui lascito è un tesoro prezioso.
